Dongdong: dall’abbandono alle Paralimpiadi

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La storia di Dongdong Paolo Camanni è una storia di difficoltà, coraggio, accoglienza e seconde possibilità. Nato in Cina nel 2003, fu abbandonato quando era ancora molto piccolo, dopo essere stato colpito da un grave tumore agli occhi, il retinoblastoma bilaterale, una patologia infantile particolarmente aggressiva. Oggi, a 23 anni, Dongdong è un atleta paralimpico italiano di judo, appartiene al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle e continua a inseguire nuovi traguardi internazionali. Nel 2024 ha partecipato alle Paralimpiadi di Parigi e ora guarda ai Giochi di Los Angeles 2028.

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Il suo viaggio è iniziato in modo completamente diverso da come avrebbe potuto immaginare. Dopo l’abbandono, Dongdong è stato accolto in un istituto gestito da religiose cinesi. Proprio grazie alla rete di persone che si sono interessate alla sua situazione è stato possibile trovare una famiglia italiana disposta ad adottarlo. I suoi genitori adottivi, Guido e Francesca, vivevano a Bevagna, in Umbria, e decisero di accoglierlo nella loro famiglia. Per Dongdong quella scelta rappresentò una vera svolta: dall’incertezza dei primi anni di vita nacque la possibilità di crescere in un ambiente pieno di affetto e opportunità.

Arrivato in Italia, il bambino dovette affrontare anche una lunga e difficile battaglia contro la malattia. Il retinoblastoma bilaterale era già in una fase avanzata e le sue condizioni erano molto delicate. Per più di tre anni Dongdong fu sottoposto a cure, ricoveri, chemioterapia e radioterapia. Alla fine riuscì a superare la malattia, anche se perse completamente la vista. Quella che avrebbe potuto essere una condizione capace di limitare profondamente il suo futuro non gli impedì di costruire progressivamente una vita ricca di interessi, relazioni e obiettivi.

Il ruolo della famiglia

La famiglia ebbe un ruolo fondamentale nel suo percorso. Dongdong iniziò a praticare il nuoto, attività che mantenne per diversi anni. Quando la piscina frequentata dal ragazzo venne chiusa per lavori di ristrutturazione, i genitori gli proposero di provare una disciplina diversa: il judo. Dongdong non conosceva praticamente nulla di questo sport, ma sul tatami trovò rapidamente una nuova passione. Il judo divenne così molto più di un’attività sportiva: diventò uno strumento per sviluppare autonomia, disciplina, sicurezza e capacità di affrontare le difficoltà.

Il talento e il lavoro quotidiano portarono presto i primi risultati importanti. Nel 2021 Dongdong riuscì a vincere un campionato italiano anche tra gli atleti normodotati, risultato che contribuì ad aprirgli le porte del circuito della nazionale maggiore. Dal 2022 iniziò un percorso sempre più intenso nelle competizioni internazionali. Arrivarono medaglie europee e mondiali e, nel 2024, la convocazione per le Paralimpiadi di Parigi, il massimo traguardo per un atleta paralimpico.

L’esperienza francese non si concluse con una medaglia. Dongdong affrontò la competizione nella categoria J1 e venne eliminato dopo un combattimento molto combattuto. Il risultato, però, non cancellò il valore del percorso compiuto per arrivare fino a Parigi. Per un ragazzo che aveva iniziato la propria vita in un orfanotrofio cinese, partecipare ai Giochi rappresentava già una conquista straordinaria. L’esperienza gli lasciò anche una maggiore consapevolezza e la voglia di tornare a competere con ancora più esperienza.

I risultati ottenuti

E Dongdong non si è fermato. Nel 2025 ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali di judo per non vedenti ad Astana, confermandosi ai vertici della disciplina. Nel 2026 è arrivata anche una medaglia di bronzo ai Campionati Europei IBSA di Heidelberg, nella categoria J1 -70 kg. Un risultato che ha dato continuità al suo percorso verso le prossime Paralimpiadi.

Accanto allo sport, Dongdong ha scelto anche lo studio e l’indipendenza. Dopo il diploma si è trasferito a Bologna, dove studia Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni. Coltiva inoltre la passione per la musica, suonando il pianoforte, e quella per lo scoutismo. La sua vita dimostra così che la disabilità non deve definire una persona né stabilire in anticipo ciò che potrà o non potrà realizzare.

Oggi il nuovo obiettivo è Los Angeles 2028. Dongdong vuole conquistare la qualificazione e affrontare una seconda Paralimpiade con l’esperienza maturata a Parigi. Dopo aver trasformato un’infanzia segnata dall’abbandono in un percorso fatto di famiglia, studio e sport, il giovane judoka continua a guardare avanti.

Conclusione

La sua storia racconta soprattutto il valore delle opportunità. Una famiglia che sceglie di accogliere, una squadra che crede in un atleta, lo sport che insegna a rialzarsi dopo una sconfitta: tanti elementi diversi hanno contribuito a costruire il percorso di Dongdong. Dall’abbandono alle Paralimpiadi, il suo viaggio dimostra che una seconda possibilità può davvero cambiare una vita.

Dongdong: dall’abbandono alle Paralimpiadi
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