Falsi invalidi doc? finalmente l’INPS dà i numeri

 

Da metà del 2009 si è sviluppata sulla stampa, ed è tutt’ora in corso, una vasta campagna, l’ennesima (almeno la quinta/sesta da metà degli anni ’80) verso i cosiddetti “falsi invalidi”, ovvero coloro che ricevono una pensione di invalidità senza essere persone invalide, a seguito di truffe, magari con connivenze con funzionari di enti o medici delle commissioni mediche.
Una campagna che ha ben veleggiato sorretta dai venti della crisi e della moralizzazione (della politica, dei fannulloni nelle pubbliche amministrazioni, dei bamboccioni, ecc).
I titoli sui giornali si sono sprecati: “Napoli: falsi invalidi leggono e camminano”, “E’ falso un invalido su 4”, “Con i soldi dei falsi invalidi la camorra paga gli stipendi del clan”, “Cieco e guida l’auto”, “Ciechi che leggono i giornali. Paralitici che guidano e camminano. Quello dei falsi invalidi in Italia è un universo che non conosce confini”, “..si risparmieranno miliardi” in cui oltre al tema della truffa si annidano anche i luoghi comuni per cui i disabili non leggerebbero, non camminerebbero, non guiderebbero l’auto, non lavorerebbero…..
Ora a distanza di tre anni l’INPS comunica finalmente i dati per bocca del presidente Mastropasqua in una intervista sul Corriere della sera : “Dall’inizio del 2010 a oggi le persone indagate sono state 1.439  e quelle arrestate 301”

Quindi di falsi invalidi, ovvero i reali truffatori…il cieco che guida…i venti parenti camorristi invalidi… ne sono stati pescati 1.439, ovvero lo 0,06%  delle persone che percepiscono in Italia uno o piùassegni/pensioni/indennità legate all’invalidità civile e una percentuale  dalle parti dello zero, stiamo parlando sempre e solo dei truffatori, anche delle verifiche straordinarie messe in campo dall’INPS a partire dal 2009 (qui il dato preciso su quante siano state è difficile da recuperare, le fonti ne danno svariati e diversi tra loro, spesso senza precisare se si tratta delle sole visite o anche delle pratiche definite tramite esame degli atti, anch’esse verifiche a tutti gli effetti).
Poi ci sono quelli (invalidi veri) a cui la Commissione medica o la sola INPS, in seconda istanza, ha abbassato la percentuale di invalidità tanto da determinare la perdita di assegni/pensioni (..basta passare dal 75 al 74%..o dal 100 al 99%), ma su queste non esiste nessun dato reso noto per cui nessuna analisi è possibile e non possiamo sapere se sia stata l’ASL in precedenza di manica larga, l’INPS ora di manica stretta o su certe patologie siano frequenti dei miglioramenti.
Peccato che sulla stampa italiana per due anni e passa abbia fatto notizia solo quello 0,06% a cura di tanti giornalisti ignoranti (participio del verbo ignorare) di cui la copertina di Panorama con Pinocchio in carrozzinaresta l’icona.

A parziale giustificazione dei giornalisti va detto che la questione dell’invalidità è complessissima e molto difficile da riassumere giornalisticamente per le sue infinite variabili e casistiche….va a spiegare la differenza tra pensioni di invalidità e di invalidità civile; tra verifiche in visita e verifiche agli atti; tra 100% e 100% con accompagnamento; invalidi con una o con due o più pensioni; le informazioni sanitarie su cui i giornalisti equivocano sistematicamente per cui, a loro avviso, i disabili non camminano, non leggono, non lavorano, non guidano l’auto…si fingono pazzi giunge a dire il famoso numero di Panorama credendo che le malattie del sistema nervoso centrale significhino ambito psichiatrico (!!!).
A questo si aggiunge l’impossibilità per i più a capire bene quanti siano gli invalidi civili e quante le pensioni di invalidità civile. Provate a guardare le fonti che dovrebbero essere le principali: il sito ISTAT disabilitaincifre.ite il sito dell’INPS inps.it (relazioni annuali e statistiche della previdenza e assistenza) e dite se riuscite a trovare una dato inequivocabile: impossibile date le modalità di aggregazione sempre diverse, la inevitabile confusione tra pensioni di invalidità e invalidità civile, l’aggregarsi dei dati separati tra percettori di una o più pensioni.

Leggi l’articolo qui…

WhatsApp chat