SISDA e Riforma della Disabilità

SISDA e Riforma della Disabilità

https://www.associazioneinvalidi.org/

La Riforma della Disabilità compie un ulteriore passo verso la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure. Al centro del nuovo percorso c’è il Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, uno degli elementi più innovativi introdotti dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. L’obiettivo è superare una visione della disabilità concentrata esclusivamente sull’aspetto sanitario e costruire, invece, un percorso fondato sui bisogni, sulle capacità, sulle aspirazioni e sulle preferenze della persona.

https://www.inps.it/it/it.html

In questo scenario assume particolare rilievo il SISDA, nell’ambito del processo di trasformazione digitale collegato alla riforma. L’INPS sta infatti predisponendo nuovi servizi telematici destinati a rendere più semplice e diretto l’avvio del percorso per la predisposizione del Progetto di vita.

Una delle principali novità è stata definita dal decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19. Le nuove disposizioni prevedono che l’istanza per la predisposizione del Progetto di vita non debba più essere trasmessa attraverso la Commissione medico-legale. Sarà direttamente la persona interessata a poter presentare la richiesta, attraverso uno specifico servizio messo a disposizione dall’INPS.

Funzionamento

Il nuovo meccanismo punta quindi a ridurre i passaggi burocratici e a rendere più lineare il collegamento tra il riconoscimento della condizione di disabilità e l’attivazione degli interventi necessari. Una volta presentata l’istanza, il certificato che attesta la condizione di disabilità viene trasmesso dall’INPS agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) o agli altri enti competenti, consentendo di avviare il successivo percorso di valutazione multidimensionale.

Il Progetto di vita rappresenta, infatti, un cambio di prospettiva importante. Non si tratta semplicemente di individuare una prestazione economica o un singolo servizio assistenziale, ma di mettere in relazione gli interventi sociali, sanitari, educativi, lavorativi e di sostegno all’autonomia. La valutazione multidimensionale coinvolge la persona con disabilità, la famiglia e diversi professionisti, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più adatte alla situazione individuale.

La digitalizzazione diventa dunque uno strumento per favorire una maggiore integrazione tra amministrazioni e servizi territoriali. La riforma attribuisce inoltre all’INPS un ruolo centrale nell’accertamento della condizione di disabilità: l’Istituto è destinato a diventare titolare unico del procedimento di valutazione di base su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027. Nel frattempo, la riforma è oggetto di una fase sperimentale progressivamente estesa: dal 1° marzo 2026 sono state coinvolte altre 40 province, portando la sperimentazione a 60 province complessive.

Per i cittadini, la novità più significativa consiste nella possibilità di avere un percorso più semplice e maggiormente centrato sulla persona. L’INPS sottolinea infatti come il nuovo modello intenda considerare non soltanto la diagnosi medica, ma anche il funzionamento della persona nella vita quotidiana, nelle relazioni sociali e nel contesto lavorativo.

Conclusioni

Il percorso verso il Progetto di vita, quindi, diventa sempre più digitale e integrato. L’attivazione dei nuovi servizi rappresenta un tassello importante della Riforma della Disabilità: l’obiettivo non è soltanto velocizzare le pratiche, ma costruire un sistema nel quale la persona possa avere un ruolo attivo nella definizione degli interventi di cui necessita.

In questa prospettiva, SISDA e i nuovi strumenti digitali dell’INPS possono contribuire a trasformare la gestione della disabilità da una successione di procedure separate a un percorso coordinato, nel quale amministrazioni, servizi territoriali, professionisti, famiglie e soprattutto la persona interessata collaborano alla costruzione di un vero e proprio progetto per la vita.

SISDA e Riforma della Disabilità
WhatsApp chat